VENDITA E NEGOZIAZIONE Oggi più che in passato è necessario sviluppare nelle persone addette alla vendita ed al rapporto con i clienti capacità relazionali. Il programma di questo corso permette di conoscere i meccanismi che guidano la relazione interpersonale. Con esercizi pratici saranno forniti validi strumenti per gestire meglio i processi di vendita e post-vendita con i clienti.
CORSO DI COMUNICAZIONE EFFICACE Come parlare in pubblico, ad un colloquio di lavoro o al tuo miglior cliente? Come aumentare la tua capacità di persuasione? Il corso della durata di 1 giornata è orientato a tutti coloro che vogliono migliorare la loro capacità di relazionarsi con gli altri.
"COMUNICAZIONE EFFICACE" PRESENTAZIONE IN AZIENDA L'incontro ha la durata di mezza giornata ed affronta alcuni fra i principali fondamenti della comunicazione fra le persone. L'azienda offre in un contesto professionale e qualificato un'occasione unica ad ognuno dei partecipanti (collaboratori e/o clienti) per conoscere e gestire meglio i meccanismi che guidano il mondo delle relazioni fra le persone.
Le persone intelligenti sono coloro che sanno procurare un vantaggio a se stessi procurando vantaggio anche per gli altri, o viceversa. La "reputazione" che gli altri attribuiscono al nostro agire dipende esclusivamente da questo: creare valore percepito. Studiare il nostro comportamento per capire come e quando ci stiamo comportando da stupidi, banditi o sprovveduti ci può aiutare per rimanere a lungo nel quadrante dei comportamenti intelligenti che creano reputazione.
Se lo sprovveduto è "il Verso", il bandito è il suo opposto.
Prendiamo il caso di un venditore che approfittando dell'incompetenza del suo cliente vende un prodotto al doppio del suo prezzo di mercato. In questo caso crea un vantaggio per sè ed uno svantaggio simile per il cliente.
Possiamo ancora dire che il "bandito" non è "stupido". Anzi co intelligenza sa riconoscere l'opportunità e la gioca a suo esclusivo vantaggio.
Un bandito che ruba 100 € dalla borsetta di una persona anziana senza procurargli altro danno provoca un semplice trasferimento di denaro: persona anziana = -100 €, bandito = + 100 €.
Se il bandito per rubare i 100 € strappa la borsetta e la persona anziana cade e si rompe il femore, il bandito si procura lo stesso vantaggio dei 100 € ma provoca alla persona non solo la perdita di 100 € ma un danno ben più grave.
Conclusione: non tutti i banditi sono uguali: La differenza sta nel danno procurato agli altri rispetto al vantaggio procurato a se stessi.
Il rispecchiamento è un sistema per creare "empatia" con il nostro interlocutore; esso è basato sulla fiducia e la sintonia emotiva.
Il Rispecchiamento è uno dei metodi più potenti per creare velocemente una relazione positiva con il nostro interlocutore. La stessa parola indica "specularità". L'esempio classico è quello di due innamorati. Quando sono insieme, assumono una postura identica, mimando gli stessi gesti, come in una “danza” non verbale e soprattutto ...... "sono in sintonia emotiva". Impara... facendo!
La stupidità deriva dall'avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall'avere, per ogni cosa, una domanda. [Milan Kundera (1929 - vivente) Poeta, saggista, romanziere cecoslovacco]
Se con un tuo comportamento, azione o atteggiamento il risultato che ottieni è di "procurare danno agli altri procurando danno anche a te stesso", possiamo dire che il tuo comportamento è STUPIDO.
A causa di questo "postulato sulla stupidità" ...... capire se noi "stupidi lo siamo o meno" è un classico "problema non risolvibile". Se riconosco di essere stupido, vuol dire che non lo sono perchè se fossi stupido non lo saprei! Ma come faccio a sapere se sono stupido? Un modo c'è; analizzare il risultato che otteniamo da un determinato nostro comportamento che mettiamo sotto osservazione.
L’interessante considerazione sulla “Teoria della stupidità” di Carlo. M. Cipolla è che:
“La probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra sua caratteristica”.
La conseguenza è che la percentuale di persone stupide è la stessa qualsiasi sia l’ambiente, il ceto o il livello di istruzione delle persone prese in considerazione.
Abbiamo quindi la stessa probabilità di avere a che fare con uno stupido sia nella relazione con un professore universitario, un politico, un manager come in un bidello od un operatore ecologico.
Gli stupidi si distribuiscono secondo una percentuale “ç” in tutte le classi sociali.
La persona stupida per definizione non sa di esserlo ed ha come sua caratteristica specifica causarti un danno senza procurarsi alcun vantaggio. Anche il bandito causa sempre danni agli altri ma la differenza sostanziale è che facendo questo ne ottiene sempre un vantaggio per sè.
La differenza è che il bandito opera con intelligenza ed è quindi prevedibile. Lo stupido NO!
Ecco xè lo stupido è più pericoloso che un bandito!
Con questo termine si vuole indicare la predisposizione a prevedere in anticipo, e negativamente, ciò che potrà accadere. Così facendo limitiamo la nostra proattività non mettiamo sufficiente energia per superare gli ostacoli e raggiungere i nostri obiettivi.
E’ il caso del venditore che riflette le sua paura di non convincere il cliente, dello studente che si sente sempre impreparato all’esame che deve affrontare e più in generale la paura di ricevere dei NO, che fa puntualmente avverare le “profezie”.
Superare la paura dell’insuccesso; questa è la “chiave per disinnescare” questa “vincolo emotivo”.
Si dice che parlare in pubblico è come essere "Scoglio contro vento e maree"; cioè avere sicurezza in noi stessi e ottima preparazione su cosa dobbiamo dire. Ecco alcuni piccoli trucchi del mestiere:
mantieni il contatto oculare
parla con tono di voce profondo
ombelico in dentro, collo e punta delle orecchie "alte verso il cielo"
cerca una posizione più elevata rispetto al pubblico e "mantienila"
e non dimenticare che "la preparazione è la chiave di ogni successo"
Le persone riflettono sempre. Il problema è : su che cosa?
Potrebbero riflettere non su cosa stiamo dicendo, ma su cosa in quel momento stanno pensando. E ciò che stanno pensando non necessariamente è relativo a ciò che noi stiamo dicendo. Per capire però che cosa stanno pensando ci vengono in aiuto i gesti della comunicazione analogica.
Difficilmente, se il nostro interlocutore è annoiato o non interessato, mantiene una relazione di sguardo con noi: la persistenza del contatto oculare è un segnale analogico di interesse.