Se non fosse che “il verso opposto del silenzio” può essere interpretato come scortesia, il silenzio sarebbe dal punto di vista analogico, l’atteggiamento più indicato.
Alternative altrettanto valide sono:
“Caspita che sfortuna? Per quanto ne hai….? Dura far passare 40 giorni di gesso? Delicata…. la cosa….”
Il massimo è …. “E’ capitata a me la stessa cosa…..” oppure “anche ad un mio amico e capitato di fratturasi il malleolo….”
Quindi: “per acquisire potenziale emotivo bisogna creare empatia”.
L’empatia non si crea gratificando ma come in questo caso “amplificando la sensazione di disagio vissuta”.
Chi “gratifica (riduce il turbamento)” è perdente, chi “condivide amplifica il turbamento” è vincente.
"Caspita, che sfortuna. Un mio amico, appena guarito da una cosa come la tua, pensa un po', si è rotto l'altro piede! Certo che non deve essere facile guarire, pensando che magari poco dopo, quando sembra tutto passato, possa capitare anche a te!"
Cosa dici, Lorenzo, è troppo amplificato come turbamento? :-)
Scritto da: | apr 16, 2008 a 01:10 p.
Direi :-) Visto che mentre leggevo il tuo post mi sono dato una "toccatina di palle":-)
Scritto da: Lorenzo | apr 16, 2008 a 09:42 p.