----- HO INIZIATO A FARE PILATES. C'è tutto un'altro "gemello" da scoprire! Ovviamente più leggiadro nei movimenti.....
----- HO INIZIATO A FARE PILATES. C'è tutto un'altro "gemello" da scoprire! Ovviamente più leggiadro nei movimenti.....
03/11/09 | Permalink | Commenti (1)
"Il mondo che abbiamo realizzato, con il tipo di pensiero che abbiamo avuto fino ad oggi, porta problemi che non possiamo risolvere con lo stesso tipo di pensiero che li ha creati" (A. EINSTEIN)
Ciò è vero per molte "tentate soluzioni" cercate nello schema organizzativo che hanno generato i problemi a cui esse sono rivolte.
30/10/09 | Permalink | Commenti (0)
Due culture e due modi di affrontare il lavoro completemante diversi.
Prima di tutto è interessante definire chi ha una cultura HARD e chi ha una cultura NET.
In termini generazionali, con le ovvie eccezioni direi che le persone:
- dai 50 in su appartengono alla cultura HARD
- dai 30 in giù appartengono alla cultura NET
Dai 49 a 30: Zona neutra (per ora)!
29/10/09 | Permalink | Commenti (0)
Oggi a mezzogiorno guardavo un servizio su ITALIA 1 sul tema "CHI E' IL TRANS ENTRATO AL GRANDE FRATELLO?"
Credo che il baratro in cui siamo caduti non ha più fine ..... povera Italia.... dove andremo a finire ......:-( :-( :-(....... ?!?......... :-) :-) ..................... per me è John LEONARD ....... :-)
28/10/09 | Permalink | Commenti (0)
Il cambiamento urta contro la tendenza umana all’abitudine, ma anche contro una certa insofferenza per l’apprendimento di qualcosa di nuovo, che spesso caratterizza il personale aziendale. E' per questo che il vero cambiamento necessità del coinvolgimento delle persone che lo devono attuare.
28/10/09 | Permalink | Commenti (2)
A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;
A piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;
Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;
A vivere c’è il rischio di morire;
A sperare c’è il rischio della disperazione e
A tentare c’è il rischio del fallimento.
Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.
Ha rinunciato alla libertà.
Solo la persona che rischia è veramente libera.
Leo Buscaglia, da “Vivere Amare Capirsi”
27/10/09 | Permalink | Commenti (0)
“La difficoltà non sta nel credere alle
nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie“ (J.M. Keynes)
27/10/09 | Permalink | Commenti (0)
26/10/09 | Permalink | Commenti (0)
26/10/09 | Permalink | Commenti (0)
Non c'è cambiamento senza una leadership forte e senza che qualcuno stia al "ponte di comando" e dica dove andare. Questa riflessione mi viene guardando ai diversi modelli di organizzazione troppo spesso orientati alla condivisione ad ogni costo piuttosto che all'assunzione della responsabilità.
Questo è anche un augurio ed un invito che faccio a Bersani.
26/10/09 | Permalink | Commenti (2)
Matteo a Zanzibar. Nello spettacolo è in seconda file centrale in frac color verdone.
17/08/08 | Permalink | Commenti (0)
Grande soddisfazione in casa per il risultato degli esami di Matteo.
I crediti e le prove scritte facevano presagire un buon risultato; si è presentato all’orale con un buon 59 e la tesina ha fatto il resto!
La sua tesi era proprio interessante: “La diversità: discriminazione, emarginazione e cambiamento”. Abbiamo provato più volte la presentazione ed ogni volta successiva era più consistente e completa. Quando poi Matteo ha smesso di preoccuparsi del contenuto ed ha iniziato ad ascoltare le pause e i silenzi della sua presentazione, tutto è risultato perfetto. Del resto…. la pragmatica della comunicazione umana questo lo dice da anni.
Bravo Matteo. Sono orgoglioso di te.
04/07/08 | Permalink | Commenti (2)
Oggi pomeriggio abbiamo finalmente acceso il sito www.clubeclettica.it .
E’ un’idea a cui sto lavorando da un anno. Come sempre le buone idee per non rimanere sulla carta devono essere misurate sul campo. Speriamo in bene!
16/06/08 | Permalink | Commenti (2)
Ottima notizia. Matteo appena finita la maturità parte per il villaggio VentaClub di Zanzibar. Fara l’animatore attività sportiva addetto al “tiro con l’arco”. Tornerà il 10 ottobre. Che esperienza! In 12 settimane avrà l’opportunità di incontrare ed essere in relazione personale con più di 3000 persone. Difficilmente succede nella vita di vivere concentrata in così poco tempo un esperienza di relazione umane così intensa.
Con un poco di preoccupazione come “padre”, ma anche di soddisfazione per l’esperienza che questo “lavoro” può dare: “nel culo alla balena, MATTEO!
29/05/08 | Permalink | Commenti (2)
Una persona emotivamente sana è perennemente alla ricerca di sofferenza!
Non siamo fatti per “il piacere”. Indipendentemente da chi siamo e da cosa possediamo, ci sentiamo bene solo quando desideriamo essere, avere o raggiungere ciò che non siamo, non abbiamo o che ci piacerebbe ottenere. Questo comporta superare vincoli, trovare stimoli ed emozioni quindi ricercare sofferenza. Il piacere sta nella sofferenza per poterlo raggiungere.
Sto partendo per una nuova impresa… piena di ostacoli… dormo la metà rispetto a qualche mese fa… mi sento vivo , emozionato. Alcuni amici mi hanno detto: “ma chi te lo fa fare?”. Rispondo: “voglia di sofferenza”.
15/05/08 | Permalink | Commenti (1)
E' il difficile equilibrio dello "Swing"! I complementari sono portati a vivere il "pathos" e quando vanno "fuori swing" lo trasformano facilmente in "ansia", "rabbia", "rancore", "risentimento", "senso di colpa" passando da agnelli a lupi. I simmetrici incede, che sono portati ad esser “iper-logici”, sono lucidi e determinati anche “fuori swing”; sono logici anche nel vivere il proprio “Pathos” e quindi sembrano lupi anche quando in realtà non lo sono. Da un complementare arrabbiato puoi avere delle reazioni che non ti aspetteresti; un simmetrico nella medesima situazione è più prevedibile.
06/05/08 nella Simmetria e Complementarietà | Permalink | Commenti (0)
E’ una convinzione che mi sono fatto vedendo l’esperienza di mio suocero.
Ha 79 anni e dal 2001 dal punto di vista della salute gli “sono cadute sulla testa una tegola dietro l’altra!”
Eppure il “contrasto”, il “battersi senza scoraggiarsi” ed anche la “testardaggine” con cui “affronta ogni ostacolo o problema” sono chiari segni di un’energia rara. Il fatto anche che tutto ciò che lo circonda debba essere “compatibile” con le sue esigenze di persona con difficoltà, è un insegnamento per la moltitudine di complementari, compreso il sottoscritto!
Il rischio di farsi prendere “dallo sconforto”, “dalla paura”, “dall’ansia” e darsi "emotivamente già perdenti” è sempre latente in noi “complementari”: Guardare a come i “simmetrici” affrontano i problemi può esserci di grande aiuto.
Bravo Antonio!
03/05/08 nella Simmetria e Complementarietà | Permalink | Commenti (2)
PIU’ FORTE DELLA LOGICA
Saper leggere in noi stessi e negli altri le caratteristiche di simmetria o di complementarietà (vedi i post nella rispettiva categoria) ha degli indubbi vantaggi.
Un esempio.
In questo periodo tutte la mie giornate sono dedicate allo studio dei numeri (costi e ricavi), e della loro congruità, rispetto ad una nuova attività che farò partire nei px mesi.
“I numeri non sono aggettivi” ed i numeri, per un complementare (ASTA) come me, debbono sempre confermare la “visione”.
La “visione” e vivere il “pathos” di realizzarla è più forte della logica dei numeri e può far dire ai numeri quello che voglio che essi dicono.
E’ una debolezza. Basta saperlo!
28/04/08 | Permalink | Commenti (0)
L’idea che ci possa essere la maggioranza degli italiani che ritenga semplicemente che per risolvere i problemi del paese Berlusconi sia migliore di Veltroni è troppo laica per una sinistra intellettuale ed ideologica rappresentata da Santoro e PUSKAS ed un “giustizialista” come Di Pietro.
Per cui succede come ad “ANNOZERO” che:
- DI PIETRO sostiene che gli elettori PdL sono stupidi e mediaticamente plagiati dal sapiente uso dei mezzi di comunicazione;
- PUSKAS sostiene che ciò è avvenuto esclusivamente per ignoranza di quell’elettorato;
- TRAVAGLIO, che insinua, allude, accenna a fatti riguardanti il cavaliere guidato dal suo EGO ipetrofico e dalla sua simmetria piuttosto che dalla voglia di denuncia sociale e politica.
Per cui mi sentirei di dire a Veltroni che chi sta davvero iniziando male non è il Berlusca!
19/04/08 | Permalink | Commenti (0)
Sembra che chi ha perso le elezioni faccia di tutto per non voler vedere i segnali forti che gli elettori hanno dato. Questa è una caratteristica non solo di Epifani ma di molti uomini della sinistra uscita sconfitta dalle elezioni.
Il continuo conflitto con Berlusconi e Bossi, lede l’identità degli elettori che li hanno votati, e finisce per ritorcersi contro chi questo conflitto lo genera!
La cecità è che: La voglia di conflitto con Berlusconi è più forte di un più “virtuoso” impegno nel contrasto con le sue idee e su cosa fare di diverso.
Il conflitto, che lede l’identità delle persone, è perdente. Il contrasto sulle idee e sulle cose da fare è vincente!
Mi rendo conto quanto grande sia il lavoro che da questo punto di vista Veltroni deve fare!
18/04/08 | Permalink | Commenti (0)
Se non fosse che “il verso opposto del silenzio” può essere interpretato come scortesia, il silenzio sarebbe dal punto di vista analogico, l’atteggiamento più indicato.
Alternative altrettanto valide sono:
“Caspita che sfortuna? Per quanto ne hai….? Dura far passare 40 giorni di gesso? Delicata…. la cosa….”
Il massimo è …. “E’ capitata a me la stessa cosa…..” oppure “anche ad un mio amico e capitato di fratturasi il malleolo….”
Quindi: “per acquisire potenziale emotivo bisogna creare empatia”.
L’empatia non si crea gratificando ma come in questo caso “amplificando la sensazione di disagio vissuta”.
Chi “gratifica (riduce il turbamento)” è perdente, chi “condivide amplifica il turbamento” è vincente.
16/04/08 nella COMUNICAZIONE ANALOGICA | Permalink | Commenti (2)
L’obiettivo nella relazione è sempre quello di creare “empatia”.
L’empatia non si crea “riducendo o neutralizzando il turbamento” ma “creando solidarietà condividendolo”.
Quindi, sempre dal punto di vista analogico, frasi che non creano potenziale empatico sono:
“Non preoccuparti, 40 giorni…. passano in fretta!”
“Guarda l’aspetto positivo…. così ti riposi!”
“Pensa se rompevi anche il braccio…. ti è andata ancora bene!”
15/04/08 nella COMUNICAZIONE ANALOGICA | Permalink | Commenti (0)
Rottura, fortunatamente composta, del malleolo peronale. Stecca + 30 gg di gesso + riabilitazione!
E non è tutto! Peggior sorte è quella toccata a mio suocero: vive da solo e si rotto il tendine di Achille. Questo inconveniente unito ad altri acciacchi invalidanti richiede maggiore presenza ed assistenza.
Gloria (Kiss:-)), mia moglie, fa la spola fra invalido 1 e invalido 2!
Che dire?
Uso questo esempio "come scuola" per scrivere nel successivo post, quello che ritengo un amico, conoscente, o parente "dal punto di vista analogico" dovrebbe dire in queste circostanze!
14/04/08 | Permalink | Commenti (0)
Sono quasi due mesi che non aggiorno il blog, eppure continua ad essere visitato. Potenza dei motori di ricerca. Del resto di informazioni ve ne sono in abbondanza perché per oltre un anno ho quotidianamente aggiunto e commentato “post” sull’uso della comunicazione analogica in ambito professionale.
Ho deciso quindi di congelare l’aggiornamento ripromettendomi di scrivere solo “post” con esempi concreti che richiamano concetti esposti in precedenza.
Questo spero sia un’ulteriore salto di qualità di questo spazio.
Devo dire che è anche una necessità! Il mio cuore batte forte per un’altra impresa tutta da costruire nel mondo del business; gli ho dedicato “anima e corpo” e nei prossimi mesi il mio impegno sarà totale. Devo infatti costruire una squadra di persone ad alta "energia emotiva".
Amici, il cavallo torna a scalpitare….
12/04/08 | Permalink | Commenti (3)
Una barzelletta che sta girando via mail nella rete merita un commento.
Il senso è il seguente.
Dio ha dato agli Italiani 3 virtù; il limite che ha imposto è che però ogni singolo italiano non può possedere contemporaneamente più di 2 di esse.
Le virtù sono: Intelligenza, Onestà, e Partito della Libertà.
Quindi se sei onesto e voti Pdl non sei intelligente; se sei intelligente e voti Pdl non sei onesto e se sei onesto e intelligente non voti PdL.
Ho una bella notizia da dare a molti miei amici di sinistra!
Io che non ho meno onestà e intelligenza di loro voterò per il Pdl (.-)).
Quindi siate sereni! Pensate cosa succederebbe se le virtù dell’intelligenza e dell’onestà fossero solo una prerogativa di chi è di "sinistra”!
15/02/08 | Permalink | Commenti (5)
Ancora di recente mi è stato chiesto di fare esempi sui “copioni emotivi” di personaggi pubblici.
A Matrix di qualche giorno fa, ho visto all’opera MENTANA e VELTRONI.
Per chi è interessato, secondo me …. il “Copione emotivo” di entrambi e “Complementare” (vedi simmetria e complementarietà).
Se avete visto la trasmissione, oppure vi capiterà di vedere i protagonisti ancora all’opera in futuro, noterete “il flusso (“lo swing”) della relazione” con cui si “agganciano”, discutono e creano potenziale fra loro.
11/02/08 nella Simmetria e Complementarietà | Permalink | Commenti (1)
Prima ancora che vi fossero segnali di crisi avevo auspicato la mossa che Veltroni ha fatto in questi giorni (leggi post di novembre).
Dire che me lo sarei aspettato è troppo! però dal punto di vista “analogico” era una decisione possibile solo ad un “Complementare” come Veltroni.
Devo per questo mettere in guardia Berlusconi che avendo la stessa tipologia del suo avversario è emotivamente “agganciato” dall’idea di fare altrettanto indipendentemente dalla logica (in questo caso politica).
Sapete come la penso: “non si muove foglia che il nostro copione emotivo non voglia”. E Berlusconi sta facendo altrettanto ma non per strategia politica ma per "copione emotivo".
08/02/08 nella COMUNICAZIONE ANALOGICA | Permalink | Commenti (1)
2 Puntata
In che situazioni “Parliamo troppo” ?
1. Quando siamo insicuri.
2. Quando vogliamo “essere capiti” più che “capire”
3. Quando vogliamo convincere “con le parole” piuttosto che con il “le domande aperte" e l’ascolto
Quandi quando "PARLIAMO TROPPO" siamo emotivamente in “DOWN ANALOGICO”.
06/02/08 | Permalink | Commenti (0)